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domenica, 29 giugno 2003 ELOGIO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PALERMO E pensare che c'era chi l' accusava di lassismo, di laissez faire, laissez passer" e invece, comunque vada a finire questa inchiesta, il fuoco covava sotto la cenere. E che fuoco, un fuoco mai visto così forte e possente, ancor più valido a nostro modesto avviso, perché arrivato in silenzio, senza alcun preavviso. In verità, i più sensitivi qualcosa se l'aspettavano ma a dirla tutta, si pensava più a qualche cattura di latitante eccellente; invece questa volta, a cadere nelle maglie della giustizia sono i pezzi grossi della politica siciliana, in un 'inchiesta che per le implicazioni ed i reati ascritti, risuona più roboante di Tangentopoli. Questo perché, oltre all'associazione mafiosa, al concorso esterno in associazione mafiosa, questa è notizia dell'ultima ora, ci sarebbero pure fatti di corruzione. Da parte nostra, inguaribili garantisti, auguriamo una celere e indolore soluzione della questione agli eventuali indagati che dovessero risultare estranei alla vicenda; ed un'altrettanta puntuale condanna ai responsabili delle malefatte, sperando che, se trattansi di politici, si rassegnino una volta per tutte ad abbandonare, per sempre, la vita politica siciliana e nazionale. Chi ha avuto modo di seguirci in questi mesi, ha potuto constatare come, in qualche modo siamo stati anticipatori di molte cose, ad esempio oggi la Procura è alla caccia di una "talpa istituzionale" che informava gli indagati dell'indagine in corso; e bene, chi ci ha letto, sa quante volte abbiamo sollevato la problematica delle talpe e francamente non ci sconvolgeremmo più di tanto se una volta individuata, si scoprisse che è una di quelle che già servì "il potente di turno" tanti anni fa. Perché, questa è la nostra pena, pena per noi, pena per la Sicilia, pena per l'Italia; cambiano i governanti, cambiano i nomi dei partiti, cambia un po' tutto ma l'erba gramigna del malcostume è sempre la stessa, pronta ad attecchire con lo stesso modus facendi di sempre. Non siamo dei maghi paragnosti, figli di paragnosti, semplicemente abbiamo avuto a che fare con il potere di una volta e ci accorgiamo che gli eredi di quest'ultimo hanno imparato perfettamente la lezione di come si deve governare e purtroppo per noi, hanno ereditato solo i difetti, senza avere le doti che qualche potente del passato, bisogna riconoscerglielo, aveva. Ho l'impressione che in questo ricambio generazionale gattopardesco ci abbiamo rimesso parecchio, con ciò non asserisco che "si stava meglio quando si stava peggio" ma spero che ci sia un nuovo ricambio generazionale di questa classe politica della così detta seconda Repubblica e che ciò possa avvenire il più rapidamente possibile; sperando che nella nuova classe dirigente, non ci siano più "figliocci di", "delfini" di vecchi tangentisti, imprenditori di ex leader, faccendieri e bancarottieri vari. Insomma, nulla che abbia a che fare con la prima Repubblica ma questa è tutta un' altra storia, di cui ci dobbiamo assolutamente ricordare in occasione degli appuntamenti con il presente, un presente i cui problemi sono ancora tutti aperti e la cui partita è ancora tutta da giocare. postato da: carcarazzo | 14:06
| commenti giovedì, 26 giugno 2003 AVANTI IL PROSSIMO Indagato per concorso esterno in associazione mafiosa il Presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro ( UDC ) postato da: carcarazzo | 20:49
| commenti E DA BERLINO SCHIAFFO AL PRESIDENTE CIAMPI. Al mio paese si dice: "prendi, incarta e porta a casa", nel caso specifico una bella mala figura. Si è fatto riconoscere anche in Germania, complimenti vivissimi, il popolo italiano ringrazia. Veniamo ai fatti, oggi il presidente Ciampi in visita all'Università di Berlino, ha dovuto ingoiare un rospone grosso grosso quanto tutta la porta di Brandeburgo; infatti, una studentessa gli ha rivolto una domandina semplice semplice, che gli avrebbero voluto sottoporre almeno 35 milioni di italiani, del seguente tenore: "presidente Ciampi, perché ha firmato la legge sull'immunità a Silvio Berlusconi ?", dalla platea, costellata da professori universitari, magnifici rettori, e Soloni varii del diritto germanico ed europeo, si è levato un fragoroso applauso interminabile, tanto che il Presidente Ciampi non ha potuto esimersi, come avrebbe preferito, dal rispondere. Ecco cosa ha detto, con voce all'inizio tremante, forse per la vergogna (ndr), "veramente, non è mia abitudine parlare dei fatti italiani all'estero" Estero ??? lei nel 2003 Berlino me la chiama ancora Estero ??? ma non si era detto che ormai facciamo parte dell'Europa Unita ? si è accorto, il nostro presidente , che ormai abbiamo in tasca la stessa moneta ? ma anche se lei si fosse trovato a Kampala, in Uganda, questo non è un fatto solo italiano, è un fatto che riguarda il mondo ed infatti una cittadina di questa terra le ha posto la domanda; sicuramente, sarà stata una studentessa comunista, pacifista, terrorista e chi più ne ha più ne metta ma fatto sta che il mondo si interroga sui fatterelli che accadono nel Bel Paese,avrebbe voluto sapere se l'Italia è governata o meno da un corruttore, perchè se non se ne fosse accorto, signor presidente, noi facciamo parte dell'Europa Unita, quella davanti alla quale non voleva fare brutta figura con un'eventuale condanna del presidente del Consiglio. Quella condanna, grazie a lei, non arriverà ma lei la brutta figura non l'ha saputa evitare e questa "buccia di banana" sarà solo la prima di una lunga serie; non a caso è arrivata da un popolo, quello tedesco, che ha conosciuto la dittatura e che di diritti negati ai cittadini e di impunità del potere se ne intende. Non a caso è arrivata da un popolo, quello tedesco, che non perde occasione per prendersi gioco di noi e apostrofarci con i soliti epiteti: "italiani spaghetti, pizza, mandolino e mamma santissima". Ma, questo popolo, sa anche togliersi tanto di cappello dinanzi alla bellezza della nostra Italia, infatti sono i turisti stranieri più numerosi; dinanzi alla magnificenza dell'antica Roma, infatti sanno parlare il latino meglio di noi; dinanzi al nostro essere stati la Patria del Diritto, sa presidente ? personaggi come Bartolo da Sassoferrato, Cesare Beccaria, sono nati dalle nostre parti ma, in fondo lei che ne sa di istituzioni di diritto, lei che è stato Governatore della Banca d'Italia, che proviene dal mondo delle banche ed è abituato alla logica del vil denaro. Poi, il presidente Ciampi, ha aggiunto:"io, dovevo firmare perchè posso rifiutarmi di farlo e rimettere la legge al Parlamento per una ulteriore visione, solo quando questa è manifestamente incostituzionale" e allora, se così è, perchè non l'ha rimandata indietro ? non le è bastato che i parlamentari dell'opposizione ( tranne quelli di due partitini asserviti a utili idioti della situazione) sono usciti tutti fuori dall'aula, quando la si è votata ? quando la Corte Costituzionale si pronuncerà per l'incostituzionalità di questa legge, lei, per coerenza si dovrà dimettere, signor presidente, ecco l'unico gesto, l'ultimo gesto che le potrà ridare in pò di dignità; quella che lei si è permesso di tentar di scippare, non si illuda perchè non c'è riuscito, dal volto dei Pm Ilda Boccassini e Gherardo Colombo, dalle mani di tutto il collegio giudicante e dai visi di tutti quegli agenti di polizia giudiziaria che hanno collaborato alle indagini confluite in questo processo. Le chiedo, mi perdoni l'impertinenza, con che animo si presenteranno questi agenti, questi umili servitori dello Stato, la prossima volta che dovranno andare a fare una perquisizione in un'azienda dell'intoccabile Berlusconi ? postato da: carcarazzo | 19:48
| commenti martedì, 24 giugno 2003 BENVENUTO AL BLOGHISTA PREVITI Da oggi c'è un nuovo collega in rete, un pezzo da novanta, al quale auguriamo, nella sua nuova veste editorile, tanta fortuna; anche lui, come noi, assediato da potentissime lobby "mediatico affaristico giustizialiste", ha dovuto ricorrere a questo scarno mezzo di comunicazione on line, ed alternativo, per far conoscere la sua versione dei fatti. In tal senso, il carcarazzo si trova molto vicino a questa iniziativa; pur nella diversità d'opinione e di contenuti. Ritengo che tale soluzione dia impulso alla comunicazione on line, a questo nuovo modo di espressione della coscienza individuale che si fa collettiva. Immaginatevi un blog di Dario Fo', di Umberto Eco, oppure di sua eccellenza-emittenza Silvio Berlusconi. Non un sito di partito con tanto di fronzoli e bandierine e proclami ma proprio un sito nudo e crudo, un diario di bordo, da compilare con i propri pensieri e desideri, giornalmente e personalmente, magari prima di andare a letto. Pensate a qualcosa del genere, magari del Santo Padre, oppure, perché no ? di Bruno Vespa; non sareste curiosi di sapere che cosa gli ronza per la testa ? postato da: carcarazzo | 20:42
| commenti venerdì, 20 giugno 2003 A.A.A. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CERCASI Io inizio a rimpiangere, addirittura il buon Giovanni Leone, almeno in tutto questo bordello ci avrebbe buttato su una bella battuta napoletana. E invece, ci dobbiamo sorbire questo presidente, che prima si erge a paladino di tutti, ed in primis della Costituzione, dove "c'è già scritto tutto" e poi che fa ? firma ? e se firma, quando firma ? Si è accorto, il "nostro" presidente, che metà dell'aula ha abbandonato la votazione ? si è accorto il "nostro" presidente che il paese è spaccato in due ? si è accorto che non è di leggi lodo che abbiamo bisogno ? a questo punto mi sorge spontaneo il sospetto che se firma questa legge è perché ha anche lui qualche "scheletro nell'armadio", non c'è altra soluzione. Io sono giovane ma dai racconti dei miei avi che per questo Paese, che lei si appresta a rappresentare indegnamente, hanno combattuto e sono tornati: chi come un tizzone ardente, chi dentro una bara, le dico che non è questa l' ITALIA che volevano. Sapete che vi dico ? quì sul colle ci sarebbe voluto un vero Partigiano come l'indimenticabile Sandro Pertini, oppure un Picconatore come Francesco Cossiga (pensate come siamo ridotti male, a rimpiangere un democristiano al Quirinale), faccia come lui ed in un moto di orgoglio sciolga le camere che al resto ci pensiamo noi poveri elettori, spero non più rincoglioniti dalla televisione Altrimenti, altrimenti lei rischia di passare alla storia come: "ma chi quello che firmò quella legge ? a si, come si chiamava ? Cirami ? Schifani ? no, no, quelli erano i deputati; no, no, quello che faceva il presidente, a si, ce l'ho sulla punta della lingua, adesso mi viene, aspetta, Ciappi, no Ciampi, ecco come si chiamava, Ciampi". postato da: carcarazzo | 10:04
| commenti martedì, 17 giugno 2003 CONDONO EDILIZIO = RECUPERO DELL' ARMONIA ? L'altro giorno ho sentito un assessore regionale siciliano che parlava, al termine di una conferenza svoltasi nell'isola, e sentivo che accennava a concetti astrusi senza però afferrare a che cosa si riferissero. Solo alla fine ho capito che stava parlando di edifici, di edilizia, insomma di case, vecchie da restaurare e nuove da costruire, secondo, appunto, quei concetti di cui parlava l'assessore. Ovvero, di "nuovi valori urbani", di "piani del colore", di "patrimonio edilizio esistente", di "riqualificazione edilizia", di "studio dei materiali", di "recupero dell'armonia"; Insomma, questo assessore ha parlato per 15 minuti di case, di edifici, di patrimonio edilizio, senza citare neanche una sola volta la parola ABUSIVISMO EDILIZIO, che in Sicilia è quanto dire. Bravo assessore, un vero arzigogolio, davvero ammirevole; magari non lo ha fatto per galanteria nei confronti del presidente della regione siciliana Salvatore Cuffaro (UDC), che qualche problema di abusivismo edilizio ce l'ha a causa di un albergo di sua proprietà in quel di Capo Rossello, in provincia di Agrigento (di cui ci chiediamo all'unisono: "chi lo avrà mai costruito questo alberghetto ? "), e si sa che è meglio non parlare di corda a casa dell'impiccato. Oppure, il governo siciliano si sta allenando con le parole, magari perché, dopo la "contribuzione creativa" del governo Berlusconi si passerà al condono edilizio del governo Cuffaro che si chiamerà "Recupero dell'armonia" postato da: carcarazzo | 19:52
| commenti sabato, 14 giugno 2003 DUE SI' AI REFERENDUM Il 15 giugno, con il quesito contro l'elettrosmog, voteremo per il referendum sull'articolo 18. L'obiettivo è di estendere anche alle aziende con meno di 16 dipendenti, le garanzie contro l'ingiusto licenziamento previste dallo Statuto dei Lavoratori. Vi chiediamo di votare SI' per la dignità delle lavoratrici e lavoratori; SI' per confermare l'universalità dei diritti (un diritto o è per tutti o non è); SI' per fermare la politica di governo e confindustria che riduce uomini e donne a semplici numeri, a merce, senza diritti e dignità e futuro. Un SI' che vuole rispondere alla mobilitazione di tutti i cittadini in difesa dell'articolo 18. A chi vuole abrogare i diritti acquisiti e le norme che nel contesto del lavoro dipendente difendono la dignità della persona, noi rispondiamo chiedendo più garanzie, più articolo 18, più diritti e dignità. Per questo abbiamo presentato proposte di legge per estendere i diritti, in particolare nel lavoro "atipico", e per garantire a tutti il reddito di cittadinanza. Il SI' al referendum non impedisce i licenziamenti, blocca solo quelli immotivati, quelli senza "giusta causa", quelli offensivi e lesivi della dignità e libertà delle persone. Tra le sentenze della magistratura che hanno imposto il reintegro del lavoratore, troviamo chi aveva denunciato molestie sessuali, chi portava l'orecchino, chi aveva perso tre dita sul lavoro, chi era omosessuale, chi incinta, chi rifiutava lavoro in nero, chi leggeva un giornale non gradito.... troviamo insomma la negazione della dignità dei lavoratori, dell'universalità e dell'eguaglianza dei diritti. Se i SI' vinceranno avremo uno strumento in più di difesa, maggiore dignità; sarà più concreto il diritto al lavoro previsto della nostra Costituzione. Sarà un bene per tutti. VOTATE SI' E FATE VOTARE SI': E' DAVVERO UNA GIUSTA CAUSA. Ho trovato questo volantino dei Verdi nella mia cassetta delle lettere e condividendone in pieno il contenuto, ho deciso di pubblicarlo speranzoso che riesca a convincere qualche indeciso, e mi raccomando votate SI' anche a quello sull'elettrosmog.
postato da: carcarazzo | 14:32
| commenti (1) giovedì, 12 giugno 2003 I VECCHI E I GIOVANI La notizia dell'arresto di Antonino Fontana, già ex vicesindaco di Villabate ed iscritto negli anni '80 al PCI è di quelle che in altri tempi avrebbe fatto gioire tutta la maggioranza, gli Schifani, i Nania, Giovanardi, poi, ci sarebbe andato a nozze, me lo immagino con la sua lista di amici democristiani ingiustamente perseguitati dalla magistratura ( peccato che non citi anche quelli condannati definitivamente come l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino e l'ex assessore regionale Franz Gorgone, con reati che vanno dall'associazione mafiosa al concorso esterno in associazione mafiosa). Avrebbero potuto inveire contro l'opposizione dicendole che i loro esponenti partecipavano agli accordi spartitorii degli appalti pubblici insieme con la mafia, argomento che sarebbe risultato molto comodo rinfacciare al nemico, ancora festante per il successo elettorale conseguito in Sicilia. E invece, niente, neanche una parola; il perché di questo silenzio ? CONSOCIATIVISMO, infatti in questa storia ci sono impelagati tutti e quindi nessuno può scagliare la prima pietra, senza la paura che questa ritorni indietro come un boomerang.Vi ricordate cosa scrissi in passato ? "tutti i partiti hanno fatto le stesse cose, tutti nessuno escluso", non sono parole mie, io ho solo il merito di riportarle così come le ho trovate con tanto di nomi e cognomi. Infatti, questo Antonino Fontana è amico di quell'ingegnere Giuseppe Montalbano, già intestatario della villa in Via Bernini 42 a Palermo, dove viveva il super boss Salvatore Riina al tempo della sua cattura, ed al quale il Tribunale di Agrigento ha sequestrato un patrimonio di 400 miliardi di lire; lo stesso ingegnere intestatario del complesso Torre Macauda (cioè quello sotto il quale tempo a dietro sono andato a fare i "tuffi" nella mia breve ma proficua vacanza sicula, vi ricordate ? sono stato anche al porto di Scoglitti Voi a questo punto mi direte ma che c'entra tutto ciò con il silenzio, in proposito, dei deputati del centrodestra ? perchè le tv di Berlusconi non ne parlano ? perché Giuliano Ferrara non ci organizza una puntatona del suo programma ? ( o l'ha fatta ed io non lo sò, in quanto non lo guardo ? ). Il perché ve lo spiega il vostro Carcarazzo, infatti, sempre secondo i magistrati di Palermo questo Salvatore Di Gangi entrerebbe, dritto dritto, nel "processo fantasma", quello che per il 90% della stampa e d il 100% delle tv non esiste, ovvero il processo a Marcello Dell'Utri; mi sono spiegato bene ? a quanto pare c'entra perché questo Salvatore Di Gangi sarebbe stato in affari con l'avvocato di Berlusconi, Massimo Maria Berruti, quello delle tangenti ai suoi ex colleghi della Guardia di Finanza ma questa è tutta un'altra lunga storia. Tutto questo intreccio tra maggioranza e opposizione, tutti quanti "inturciuniati" in un'unica corale mangianza mi fa venire in mente il racconto di quel notabile DC che una volta mi raccontò di quell'onorevole, esponente di spicco della sinistra, che prima di alzarsi dal letto lo aveva già chiamato tre volte al telefono, per sapere, primo: con che piede scendere; secondo: che cravatta mettersi; terzo: che scelte politiche fare. Purtroppo, quello che oggi si chiamerebbe centrosinistra, in Sicilia e non solo in Sicilia, è stato anche questo, sta ai nuovi politici del nuovo centrosinistra, emarginare i loro colleghi asserviti a questa o quella maggioranza, spero che lo facciano; così come Pio La Torre, all'epoca, voleva emarginare questo signor Antonino Fontana. postato da: carcarazzo | 19:34
| commenti domenica, 08 giugno 2003 L'EREDITA' DELL'ON. OMISSIS. Con riferimento all'eredità dell'On. Omissis, riferiamo che dopo la morte dello stesso è stata messa in atto una manovra di occultamento dei beni ad esso appartenuti, compiuta in territorio elvetico da "menti finissime", di cui due individuate dagli inquirenti nelle persone di noti imprenditori agrigentini, soci della medesima impresa, confluita con altre nel così detto processo "Tavolinu", quello in cui avveniva l'accordo spartitorio degli appalti pubblici siciliani, tra politica, mafia e imprenditoria. Manovra atta ad ottenere due scopi precipui: in primo luogo l'arricchimento personale ed in secondo luogo l'occultamento di prove compromettenti a carico della lobby affaristica (che, il già Presidente della Regione Siciliana Omissis, ha dichiarato finanziasse, in Sicilia, tutta la corrente omissis del maggior partito di governo dell'isola). L'arricchimento personale più a cuore all'ala affaristica, l'occultamento di prove più a cuore all'ala politica. Stessa medesima operazione e per le medesime finalità, è stata compiuta dalle su dette "menti finissime", tramite l'apporto di manovalanza locale, in territorio siciliano. Di ambedue le manovre si ha piena contezza, in particolar modo per le convergenze emerse con riferimento a persone, fatti e cose; in questa sede ci limitiamo ad evidenziare uno degli aspetti salienti. Di tali "menti finissime" la Magistratura palermitana è stata in grado di individuare, come su detto, la componente imprenditoriale, addossandole precise responsabilità; noi siamo nelle condizioni di individuare la componente politica, grazie ad alcuni passi falsi commessi dalla stessa, probabilmente per motivi di necessità ed urgenza legati all'imminente arrivo della Polizia Giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta su detta, nel primo semestre del 1998. Di fatto, siamo nelle condizioni di ricostruire alcuni passaggi che hanno assicurato alla componente politica di venire a conoscenza dell'inchiesta in corso, che infatti è risultata essere, a detta degli stessi inquirenti, svuotata di alcuni suoi contenuti a causa del lavoro di una "talpa". Di tale "talpa", siamo in grado di fornire il nominativo, riferimenti personali inerenti al suo reclutamento ed il nome in codice con il quale era soprannominata dall' On. Omissis e dopo la sua morte, dalle su dette menti finissime. Siamo in grado di dimostrare i rapporti dello stesso personaggio con uno degli imprenditori su detti, che, se ne è servito, dopo la morte dell'On. Omissis, per controllare e circuire gli eredi di quest'ultimo. Ancora, siamo nelle condizioni di dimostrare dei più recenti rapporti di questo informatore con alcuni politici di primo livello, a suo tempo già vicini alla lobby politico affaristica su menzionata. Visto il quadro d'insieme, ci si può facilmente rendere conto di quanto sia stato difficile da parte degli eredi dell'On.Omissis rientrare in possesso dei beni mobili e immobili appartenuti al loro caro. Difficoltà ampliate dall'intersecarsi degli interessi degli imprenditori e politici e i prestanome dell'On. Omissis, che hanno potuto continuare a godere del possesso di alcuni di tali beni con la accondiscenenza di tutti ( tranne ovviamente dei legittimi eredi), purché attorno ad essi non si facesse troppo "rumore". Per finire, non si può trascurare l'ultimo aspetto importante di tutta la faccenda, la rilevanza che essa ha nell'ambito di alcuni processi così detti eccellenti che a tutt'oggi si stanno svolgendo dinanzi al Tribunale di Palermo. Infatti gli eredi dell'On. Omissis non possono ritenersi liberi( di fatto minacciati) di rivendicare la legittima proprietà di questi beni ( sopratutto di alcuni), né intraprendere vie troppo rumorose, perché questi atteggiamenti nuocerebbero gravemente alla difesa degli imputati eccellenti dei su menzionati processi palermitani. postato da: carcarazzo | 15:20
| commenti venerdì, 06 giugno 2003 NANO MALEDETTO, NON SARAI MAI ELETTO Si narra che in occasione delle elezioni presidenziali del dicembre del 1971, al seguito del protrarsi delle votazioni ed in presenza di un gran numero di franchi tiratori che all'interno della DC non volevano votare per il candidato del partito Amintore Fanfani; ci fu,tra loro, un buontempone che scrisse sulla scheda elettorale: "nano maledetto,non sarai mai eletto".Infatti alla fine Fanfani non fu eletto. Mi sa tanto che alle prossime elezioni presidenziali, sia che votino i parlamentari, sia che votino i cittadini italiani, si dovrà rispolverare questo simpatico slogan: NANO MALEDETTO, NON SARAI MAI ELETTO ! Ognuno è libero di attribuirlo al nano che preferisce, a me ne viene in mente subito uno................. postato da: carcarazzo | 17:36
| commenti mercoledì, 04 giugno 2003 BARZELLETTA ISTITUZIONALE La sapevate quella del cinese che durante il sequestro Moro telefonò al Viminale e disse: "covo delle BL essele in via GLADIO-LI" postato da: carcarazzo | 21:07
| commenti domenica, 01 giugno 2003 LE VACANZE DELL'ONOREVOLE Prendiamo, per ipotesi, un parlamentare nazionale, un onorevole di quelli che non svolgono alcun altra professione e/o non hanno alre entrature, che dichiara di percepire il solo emolumento da parlamentare che, euro più euro meno, si aggira intorno ai 60 mila, 65 mila euro. Prendiamo, sempre per ipotesi, un parlamentare il cui nucleo familiare monoreddito, sia composto, diciamo da tre persone, lui moglie e figlio.A questo punto, facciamo due rapidi calcoli, poniamo, sempre per esempio, che il parlamentare decida di trascorrere 15 giorni della meritata vacanza estiva in Costa Smeralda, magari nell'esclusivissimo Hotel Romazzino. Ora, i più non sanno che con trattamento di pensione completa il costo al giorno si aggira intorno ai 550 euro a persona, che moltiplicato per tre fa 1650 euro al giorno, esclusi gli extra. Quindi, a fine vacanza il nostro onorevole dovrà staccare un assegnino di 24750 euro, pari a 47.922.000 delle vecchie lirette. E a natale ?, volete che il nostro onorevole si faccia mancare un periodo, diciamo di 10 giorni, in quel di St. Moritz, magari al rinomatissimo Badrutt's Palace ? un albergo da un "formicone" a cranio a persone ? per chi non lo sapesse il formicone è il bigliettone da 1000 franchi svizzeri, ove è disegnato appunto un formicone gigante, simpatico riferimento elvetico a simbolo del risparmio. Anche quì, avvalendoci dell'ausilio della calcolatrice, arriviamo lira più lira meno a circa 3.750.000 mila lire al giorno, che, moltiplicate per 10 giorni di permanenza, fanno 37.500.000 di lire, esclusi gli extra il che è praticamente impossibile perché in Svizzera, è notorio, ti fanno pagare anche l'aria in più che respiri. Tutto ciò per arrivare alla conclusione che questo fantomatico onorevole si è speso più della metà delle sue entrate annue nelle sole vacanze estive e natalizie, se ci mettete qualche altro viaggetto, magari nei migliori alberghi di Milano o di Venezia, alla fine dei giochi si va tranquillamente intorno ai 100 milioni di lire. Ora, ditemi voi, di cos'altro vive questo onorevole, che oltretutto, essendo molto importante, deve anche affrontare ingenti spese di rappresentanza, tra cui almeno tre quattro segreterie sparse sul territorio nazionale ? Secondo me c'è qualcosa che non quadra, non può essere altrimenti. Due sono le cose, o è un evasore perché non dichiara tutto quello che percepisce, oppure prende le tangenti postato da: carcarazzo | 17:36
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