[contromafia]
 

mercoledì, 20 ottobre 2004

Mafia, talpe Dda: arrestato di nuovo maresciallo Riolo

I carabinieri di Palermo hanno arrestato il maresciallo Giorgio Riolo accusato di concorso in associazione mafiosa. Il sottufficiale che era in servizio al Ros (reparto speciale dei carabinieri) è imputato nell'inchiesta sulle talpe alla Direzione distrettuale antimafia (Dda). Riolo era stato sottoposto agli arresti domiciliari, su inizuiativa del gip, dopo oltre otto mesi di carcere. A questo provvedimento del giudice si era opposta la procura che aveva fatto ricorso in Cassazione. E la Suprema corte oggi ha dato ragione ai pm.

postato da: carcarazzo | 10:50 | commenti

martedì, 12 ottobre 2004

DICONO DI NOI SU WWW.UMBRIAJOURNAL.COM
"Figlio di Partito", il libro sulla Democrazia Cristiana
Presentato il libro di Alfonso Sciangula per Armando Siciliano Ed.

(Donabin) Perugia, 19 sett, 04 - In un epoca dove di partiti non si può più parlare, dove la storia politica del nostro paese sembra mischiarsi pericolosamente con poteri poco chiari, il libro di Alfonso Sciangula, dal titolo “Figlio di Partito” arriva come una memoria reale precisa e a tratti sconvolgente, della "Grande Balena Bianca" ovvero la democrazia cristiana. Alfonso Sciangula è nato ad Agrigento e si sta laureando in giurisprudenza a Perugia. Figlio di un noto politico democristiano, Alfonso ha respirato la politica fin da piccolo e con questo libro sembra rimettere a posto i tasselli di frammenti di ricordi, incontri, accordi a mezza bocca. Il racconto si svolge in un paese virtuale di un isola altrettanto virtuale, ogni riferimento a fatti e personaggi è virtuale – spiega l’autore. Tutto nasce dalla fantasia del figlio di un politico…vogliamo privarlo della sua fantasia? Non servirebbe a niente”. Le somiglianze tra presente politico e passato politico sono sconcertanti, ma Alfonso smorza tutto attraverso la trasparenza del bambino che sente e ricorda, ma sembra momentaneamente non capire. Al lettore attento risuonano frasi come “Niente si butta via e gli informatori di papà sono stati erediatati da chi è venuto dopo di lui”. Perché piangi papa? Dedicato ad Aldo Moro, ‘L’impresa’ come nasce una lobby, ‘Le talpe’ come sapere tutto di tutti..sono solo alcuni dei titoli dei paragrafi di questo libro la cui prima tiratura è di 1100 copie sul territorio nazionale.
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postato da: carcarazzo | 11:42 | commenti

sabato, 09 ottobre 2004

Oscurato http://italy.indymedia.org/

Sequestrati gli hard disk di Indymedia

Sabato 9 ottobre 2004

Giovedì 7 Ottobre 2004, alle 18 circa, l’FBI si è presentata presso la sede statunitense e quella inglese di Rackspace, l’azienda presso la quale risiedono i server che ospitano molti siti locali di indymedia, fra cui italy.indymedia.org.
Gli agenti hanno richiesto il sequestro delle due macchine ed hanno preteso la consegna dei dischi, portandoseli quindi via.
Attualmente non abbiamo informazioni ulteriori, nemmeno sui motivi che hanno portato a questa operazione.
"Siamo in attesa di tornare online con una macchina di riserva, avendo attualmente perso molto del materiale presente su indymedia.
Per ulteriori informazioni non possiamo che invitarvi a chiedere al Federal Bureau of Investigation".

-  Intervista a Franco Carlini
Le agenzie di stampa informano dalla serata di Venerdì che il sequestro degli hard disk di Indymedia sarebbe avvenuto su richiesta svizzera e italiana.
La guerra globale e le azioni di polizia internazionale si confondono fino a minacciare la comunicazione libera e indipendente.
Di questo abbiamo voluto parlare oggi con Franco Carlini, autore della rubricha "Chip’n Salsa", ospitata tutte le domeniche sul quotidiano "Il Manifesto".
"Nonostante tutta la simpatia che provo per Sabina Guzzanti, è evidente che questo episodio è più grave della censura a RAIot".

-  Sequestri a Indymedia: forza e fragilità della rete
da "War News", Sabato 9 ottobre 2004

-  Fbi, intervenuti su richiesta Italia
Da "La Gazzetta del Mezzogiorno", Venerdì 8 ottobre 2004

-  Indymedia: Fbi, "Abbiamo bloccato i server su richiesta dell’Italia"
da "Il Corriere della Sera online", Venerdì 8 ottobre 2004

-  No alla censura! Speciale Indymedia
Trasmissione radiofonica di approfondimento sull’oscuramento di Indymedia, a cura di GlobalProject Padova.

-  Intervista a Franco Berardi "Bifo"
"Se il potere spera di esercitare la sua arroganza come se si trovasse in un territorio governabile, si è sbagliato".

-  Maledetti! Maledetti! Maledetti!
Global Project sui fatti vergognosi che hanno coinvolto Indymedia

-  Un commento di Blicero, Indymedia Italia

-  Parla Indymedia: la lista completa dei collettivi che sono stati chiusi

-  Peacelink: Da oggi in rete è a rischio la libertà di tutti

-  Repubblica online - Sequestrati i server di Indymedia

-  Il Manifesto: Sequestro FBI per Indymedia

-  Adnkronos dell’8 ottobre 2004 - Internet: Fbi Sequestra Server Indymedia In g.b. e Usa

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postato da: carcarazzo | 13:24 | commenti

venerdì, 08 ottobre 2004

FIGLIO DI PARTITO di Alfonso Sciangula. Armando Siciliano Editore
Il diario segreto
della DC siciliana


di Marzio Tristano


C'era una volta (e forse c'è ancora) in Sicilia un allevamento di «talpe istituzionali», carabinieri e poliziotti pronti a tradire la divisa per fornire notizie top secret ai politici inquisiti. E una stanza in una anonima palazzina dell'agrigentino con centinaia di miliardi in contanti, la «cassa continua» di una corrente Dc a disposizione «per tutte le esigenze». C'era una volta anche un «tesoro» personale, supermercati, alberghi, ville, terreni, yacht e imprese, di un deputato ufficialmente morto povero, affidati a prestanome che invece di consegnarlo alla famiglia hanno pensato bene di tenerlo. E quando il figlio ne ha chiesto la restituzione si è sentito rispondere da uno dei migliori amici di papà che il problema poteva essere risolto da un latitante mafioso. Per questo Alfonso Sciangula, 33 anni, figlio di Totò, potente deputato Dc morto per un infarto a Palermo nell'aula dell'assemblea regionale il primo giugno del 1995, un giorno è entrato in procura, a Palermo, a raccontare tutti i segreti di quella lobby politico-affaristica, con convinte simpatie mafiose. Tutto, o quasi. Il resto lo ha descritto in un libro non ancora uscito, improvvisamente conteso dalla Sicilia che conta.

Perché dentro ci sono, condite da soprannomi di personaggi riconoscibilissimi, le storie sommerse e illegali di un sistema di potere governato dal padre e raccontato dall'interno dagli occhi di un ragazzino che fin da piccolo si nascondeva dietro le tende di casa per ascoltare i discorsi dei «grandi». Spunti di indagine annidati in ogni pagina, aneddoti inediti sui retroscena della politica regionale ma anche nazionale, come la cena organizzata dal padre la sera della votazione del primo governo Berlusconi per impedire che un senatore dell'opposizione andasse in aula a votare contro. L'operazione riuscì e Berlusconi, racconta il giovane Sciangula, chiese: «Onorevole, come posso ringraziarla?». «Per adesso, con una stretta di mano», rispose sornione il genitore. Ringraziamenti evidentemente attesi anche da un altro big della politica siciliana, per il quale il giovane «figlio del sistema» fu chiamato a votare dal padre, nonostante fosse esponente di una corrente acerrima nemica: «Papà si portò il dito indice alle labbra, mimando il segno del silenzio - scrive l'autore - quel giovane candidato, sbarcato dal mondo della medicina radiologica, si chiamava Salvatore Cuffaro e da lì ne avrebbe fatta di strada... ».

Oggi Alfonso Sciangula è testimone in un processo per riciclaggio della Dda, è stato sentito anche nell'inchiesta contro il deputato carabiniere accusato di mafia Antonio Borzacchelli, e vive lontano dalla Sicilia alimentando il suo blog «Contromafia» su Internet. La sua famiglia lo ha preso per pazzo, gli amici si sono dileguati: «Dicono che chi cerca la verità è un pazzo che vuole essere ammazzato - scrive - e prima o poi finirà che mi ammazzeranno davvero, e quindi questo libro è il mio testamento storico che voglio lasciare in eredità a tutti i bambini bravi e curiosi come me».

Le 120 pagine di «Figlio di partito» (Armando Siciliano editore) sono lo sconvolgente affresco del sistema di potere politico mafioso in Sicilia raccontato dall'interno, dagli occhi di un ragazzino curioso e determinato: «Gli amici di papà non mi hanno dato molta scelta - scrive - o con loro o contro di loro: tertium non datur». Con alcune rivelazioni sorprendenti che spiegano le inchieste di questi ultimi mesi condotte dalla procura su mafia e politica: ecco saltare fuori, infatti, la rete di «talpe» istituzionali, pronte ad informare politici ed imprenditori degli sviluppi di ogni inchiesta. Papà e i suoi amici le allevavano in laboratorio: «Prima una villetta, tutto spesato, magari vicino casa dell'allevatore - scrive - poi la macchina a prezzo di favore, un bel posto di lavoro alla moglie, la destinazione ad altro incarico fino ad arrivare a venti milioni al mese, “come un senatore” sentivo dire». Nomi nel libro non ne fa, ma offre qualche indicazione: «Alcune di queste persone le ho incontrate dopo, sono state premiate, hanno cambiato mestiere, hanno fatto il salto tre gradini alla volta in ciò aiutate da chi ha ereditato il testimone di quel sistema. Anche questo si eredita in politica. Una, nome in codice Paolo, si è fatta una di quelle salitone a rifarla una persona normale ci mette tre generazioni che uno si chiede: ma come avrà fatto?».

Tra campagne elettorali condotte a colpi di buoni benzina, vacanze tra Saint Moritz e Porto Cervo con ministri e sottosegretari, bacchettate ai falsi moralisti dc e degli altri partiti, anche dell'opposizione, orologi da 50 milioni di vecchie lire finiti nelle tasche di funzionari corrotti e altri regali improvvisamente spariti nel calderone dell'occultamento delle prove, corrieri carichi di valigie stracolme di miliardi dirette in Svizzera, il teatrino della politica siciliana va in scena nel libro del giovane «figlio di partito» che racconta anche Cosa Nostra, per averla vista da vicino, sempre a braccetto, oggi come ieri, del potere politico: «La mafia è formata da due tipologie di persone: quelle che pensano e quelle che uccidono. Quelle che pensano difficilmente finiscono in galera e mai per reati di mafia, quelle che uccidono si, oppure si danno alla latitanza o muoiono ammazzati. Ed è questa l'unica differenza». Una mafia respirata in casa sin da bambino: «Una volta un amico di papà colpì il figlio con un ceffone perchè aveva pronunciato la parola “mafia”. Chi ti ha insegnato queste stronzate?, gli chiese. Io ci rimasi molto male, perchè quella parola gliel'avevo insegnata io». «Ora mi dicono che sono cascittuni, muffutu, sbirro, Buscetta e tragediaturi, parole che vogliono dire che parlo troppo - conclude il giovane autore - e questo è il racconto di un tragediatore, perchè in Sicilia chi dice la verità è sovente definito così. Ma ci sono tragediatori laddove sussistono i presupposti per le tragedie... ».

da L'UNITA' del 27 settembre 2004














postato da: carcarazzo | 20:59 | commenti

CENSURA GLOBALE A INDYMEDIA

Giovedì 7 Ottobre 2004, alle 18 circa, l'FBI si è presentata presso la sede statunitense e quella inglese di rackspace, l'azienda presso la quale risiedono i server che ospitano molti siti locali di indymedia, fra cui italy.indymedia.org.

Gli agenti hanno richiesto il sequestro delle due macchine ed hanno preteso la consegna dei dischi, portandoseli quindi via.

Attualmente non abbiamo informazioni ulteriori, nemmeno sui motivi che hanno portato a questa operazione.

Siamo in attesa di tornare online con una macchina di riserva, avendo attualmente perso molto del materiale presente su indymedia.













postato da: carcarazzo | 08:47 | commenti (1)

Cassazione: ergastolo per mandanti omicidio giudice Terranova

I giudici della Suprema Corte hanno confermato le condanne all'ergastolo per quattro boss accusati di essere i mandanti dell'omicidio del giudice Cesare Terranova ucciso a Palermo insieme al maresciallo Lenin Mancuso il 25 settembre 1979. Gli imputati a cui è stato comminato il carcere a vita sono Salvatore Riina, Nenè Geraci, Michele Greco e Francesco Madonia.

da Repubblica



postato da: carcarazzo | 08:30 | commenti