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martedì, 05 luglio 2005



Paolo Borsellino


PALERMO - Che sia stata una ragazzata o un messaggio alla vigilia delle celebrazioni per il tredicesimo anniversario della strage di via D'Amelio poco importa. Quel pennarello nero che ha tracciato un disegno e una scritta oscena imbrattando la lapide che ricorda il sacrificio di Paolo Borsellino e degli uomini di scorta ha sollevato unanime sdegno ma soprattutto riacceso le polemiche sulla Palermo sonnacchiosa dove la riscossa della cosiddetta società civile è un lontano ricordo della terribile estate di sangue del 92. "Davanti a gesti simili resto senza parole", è il laconico commento di Manfredi, il figlio di Paolo Borsellino.

E' Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso, a puntare l'indice sulla città. "Il gesto è più grave della profanazione di una tomba. Significa che siamo ancora lontani dall'aver sconfitto la mafia e la mentalità che la supporta. Se la lapide è stata sporcata da un ragazzino la cosa è ancora più grave. In quale contesto si fanno crescere i nostri ragazzi? Con quale educazione? La maturità è lontana". Guardando la lapide imbrattata, sotto casa della madre, ai piedi dell'albero d'ulivo piantato lì dove il tritolo lasciò il suo cratere, Rita Borsellino traccia con amarezza il ritratto della Palermo che ha "prodotto" questo gesto. "Il problema è che a Palermo c'è una fascia di popolazione che era lì 13 anni fa e lì è rimasta, al di là del lavoro fatto nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi, con risultati bellissimi. C'è una fascia di popolazione quasi impermeabile e questo gesto, frutto dell'arroganza e dell'ignoranza. Dovrebbe essere la collettività a reagire".

La lapide è stata ripulita nel giro di un paio d'ore dagli operai mandati dal Comune, in via D'Amelio è arrivato uno striscione dei Ds ("Chi infanga la memoria vuole Palermo senza futuro"), politici e forze sociali hanno fatto a gara a dettare alle agenzie dichiarazioni di sdegno. Ma anche il procuratore Piero Grasso non nasconde il suo scoramento. "C'è qualcuno che ancora ha bisogno di capire che la vita che si dà per compiere il proprio dovere è qualcosa di assoluto e bisogna rispettarlo. Oggi hanno imbrattato la lapide che ricorda Borsellino e gli agenti della scorta, questo lascia intravedere quanto c'è da fare con i giovani, altri giovani, non la maggioranza, che hanno compiuto un gesto di becero vandalismo che non fa certamente onore a questa città".

Da tutto il paese si levano reazioni sdegnate. Il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini esprime tutta la sua solidarietà alla famiglia: "Anche se si dovesse trattare di una stupida ragazzata è un atto da condannare con estrema fermezza". "Un gesto gravissimo che mortifica la memoria di tutti gli italiani", dice il presidente dell'Antimafia Roberto Centaro. "Senza parole - il deputato Ds Giuseppe Lumia - di fronte a questo gesto che colpisce al cuore tutti quelli che hanno a cuore la legalità", mentre per il coordinatore della Margherita siciliana, Salvatore Cardinale, "lo sfregio è un atto grave e offensivo per la comunità siciliana e nazionale". Il segretario dei Ds Piero Fassino ha telefonato a Rita Borsellino per esprimerle la sua solidarietà, "L'indignazione non basta", commenta Luciano Violante. E il deputato di Forza Italia Pippo Fallica invita l'autore del gesto a chiedere scusa pubblicamente. "Ci sono atti che lasciano allibiti - commenta il presidente della Regione Salvatore Cuffaro - La figura di Paolo Borsellino resta nell'immaginario collettivo come l'icona della Sicilia onesta che porta fino al sacrificio estremo l'impegno per la legalità".

(5 luglio 2005)

 

 

 

 

 

postato da: carcarazzo | 08:53 | commenti

sabato, 02 luglio 2005

 

Cari amici,

 
mi chiamo Giuseppe, vi scrivo per informarvi di una situazione veramente tragica che sta avvenendo nel territorio che si trova fra Savignano Irpino (AV), Montaguto (AV) e Panni (FG).
Dal mese di novembre 2004 le popolazioni di questi tre piccoli comuni stanno lottando con tutte le loro forze per evitare che il Commissario Straordinario di Governo per l'emergenza rifiuti in Campania e la On. De Simone realizzino una Discarica, udite udite, di 74 ettari, si 74 ettari, nel territorio che si trova proprio al confine con il piccolo comune di Panni, il quale fa parte della provincia di Foggia. Questa Super Mega Discarica si trova, pensate un po', a pochi Km in linea d'area dalla Mega Discarica di Difesa Grande !!!
Nel Dicembre del 2004 dopo alcune manifestazioni pacifiche il Sindaco di Panni fu malmenato e trascinato nel fango dai reparti della Polizia di "STATO" e dai Carabinieri; il Sindaco De Luca Leonardo ha quasi 80 anni, ma, fu picchiato ugualmente.
Le TV di Stato non hanno voluto mandare in onda le immagini girate dalle televisioni locali, nemmeno le televisioni di Berlusconi hanno mandato in onda il pestaggio del Sindaco; i programmi come Striscia la Notizia e le Iene hanno fatto finta di non sentire.
Adesso stiamo cercando di farci sentire in tutti i modi possibili ed immaginabili; spero che almeno tramite questo sito riusciremo a diffondere il più possibile questa guerra che si sta cosumando senza che nessuno ne parli.
Il 4 luglio 2005 ci sarà un incontro presso la sede della Comunità Montana di Bovino (FG) al quale parteciperanno il Presidente della Provincia di Foggia, Stallone, Il Senatore Morra e l'Assessore all'Ambiente della Regione Puglia.
 
Spero che diffonderete questa mia e-mail a tutti quelli che potete e spero che quando occuperemo la ferrovia tra Benevento e Foggia vorrete aiutarci.

 

 

 

 

 

 

postato da: carcarazzo | 09:11 | commenti

venerdì, 01 luglio 2005

DA OGGI C'E' UN NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO IN CITTA'

www.addiopizzo.org

postato da: carcarazzo | 19:53 | commenti

Palermo
Niente tasse
universitarie
ai figli di quelli
che denunciano
il pizzo

Lo ha stabilito l'Ateneo di Palermo, con delibera approvata dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione, dopo che la proposta era stata avanzata durante un convegno dal rettore Giuseppe Silvestri.

Esenzione totale dal pagamento delle tasse e dei contributi di iscrizione per gli studenti iscritti all'Università di Palermo che abbiano denunciato tentativi di estorsione ai loro danni o ai danni dei loro genitori o che siano figli di chi ha denunciato. Lo ha stabilito l'Ateneo di Palermo, con delibera approvata dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione, dopo che la proposta era stata avanzata durante un convegno dal rettore Giuseppe Silvestri.
«Abbiamo aderito al documento del Comitato 'Addio Pizzò, riconoscendone le motivazioni etiche e l'impegno civile - dice Silvestri - e abbiamo scelto di dare un segnale concreto alle vittime del racket, perchè sappiano che la nostra istituzione è vicina a loro e ai loro figli, e perchè si rafforzi il fronte di chi si ribella a una forma di criminalità che danneggia gravemente il tessuto produttivo e contribuisce a sgretolare le basi morali della società».
L'esenzione, fatta salva la quota obbligatoria determinata dal ministero, riguarda quindi l'intero importo delle tasse e dei contributi per il prossimo anno accademico 2005-2006: potranno usufruirne gli studenti comunque iscritti all'Università (immatricolati, iscritti in corso, ripetenti e fuori corso) che dimostrino, allegando all'istanza copia della denuncia loro o dei loro genitori, dopo averla presentata all'autorità giudiziaria nel periodo che va dal primo gennaio 2000 fino alla chiusura delle immatricolazioni e delle iscrizioni per il prossimo anno accademico 2005-2006 Il Senato accademico ha inoltre proposto attività di studio dedicate al racket delle estorsioni, come premi per tesi di laurea o borse di studio su queste devianze criminali e sulle forme di reazione civile che possono essere attivate.

Palermo 30/06/2005 h.19.00.49  dal "Giornale di Sicilia"

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: carcarazzo | 10:02 | commenti