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domenica, 29 aprile 2007

Senza tit

CHI SONO

mi chiamo Alfonso Sciangula  ho 36 anni, sono praticante avvocato e scrittore, nel 2004 ho pubblicato con la Armando Siciliano Editore il libro “Figlio di Partito” che tanto scalpore ha suscitato nell’ambiente politico e giudiziario per le sue scottanti rivelazioni. Ho  collaborato con la Procura della Repubblica di Palermo, come testimone, in importanti inchieste della Direzione Investigativa Antimafia (vedi processo Salamone Filippo + 5 e processo Borzacchelli Antonio). Nel maggio del 2005 ho ricevuto la tessera onoraria di Italia dei Valori dal Presidente del partito Antonio Di Pietro. Ho fatto il Presidente di seggio alle Primarie nazionali e regionali dell’Unione, e componente dell’organizzazione in quelle comunali. Ho deciso di candidarmi per dare il mio contributo a Leoluca Orlando e mettere al servizio della città di Palermo la mia esperienza ed il mio impegno contro la MAFIA.

PROGRAMMA

NO ALLA MAFIA

*       No appalti comunali a ditte che pagano o non denunciano il pizzo.

*       Agevolazioni fiscali alle ditte ed ai commercianti che non pagano il pizzo.

*       Costituzione di parte civile del Comune nei processi contro la mafia.

*       Sostegno legale alle vittime della mafia e delle estorsioni.

*       Museo cittadino della memoria antimafia.

*       Codice etico approvato dalla Commissione Antimafia per gli amministratori pubblici.

 

LAVORO

*       Microcredito per le piccole imprese.

*       Borse di studio comunale di formazione post scolastica ed universitaria.

*       No ai centri commerciali si al commercio nei centri e nei mercati storici.

*       Dialogo con le rappresentanze del mondo del lavoro e delle forze sociali.

*       Concorsi trasparenti per il reclutamento di nuovo personale comunale, per combattere il clientelismo.

 

 DIRITTI SOCALI

*       Diritto alla casa e al reddito minimo.

*       Assistenza domiciliare per anziani e malati.

*       Assistenza alle donne sole e tutela dei bambini.

*       Potenziare il servizio “Informagiovani”.

*       + servizi ed interventi sociali in tutti i quartieri, con personale specializzato.

*       Casa delle Associazioni, aperta a tutte quelle associazioni che non hanno ancora una propria sede.

*       Attenzione ai diritti delle comunità migranti.

 

DIRITTI CIVILI

*       Agenzia comunale per la cura delle tossico dipendenze.

*       Osservatorio sul fenomeno della prostituzione.

*       Abbattimento barriere architettoniche.

*       Dialogo con strutture carcerarie per inserimento lavoro.

*       Albo comunale delle coppie di fatto.

 

 AMBIENTE

*       NO alla privatizzazione della gestione dell’acqua.

*       -Benzina e diesel + GPL e metano che costano meno ed inquinano poco.

*       NO al mega inceneritore di Bellolampo, SI alla raccolta differenziata efficiente e puntuale.

*       Riqualificazione dei giardini, dei parchi e degli spazi verdi abbandonati.

*       Risanamento della Valle del fiume Oreto.

*       - tasse per imprese e cittadini che riciclano e riduco i rifiuti.

*       Agevolazioni per chi risparmia e produce energia da fonti rinnovabili.

*       Valorizzazione delle borgate marinare e dei porti.

 

VIABILITÀ

+ mezzi pubblici con riduzione del costo dei biglietti e degli abbonamenti.

+ corsie preferenziali per bus e taxi.

+ piste ciclabili.

+ distributori GPL e Metano.

+ pensiline alle fermate degli autobus.

*       No alle linee blu.

*       Diffondere la cultura “di camminare a piedi” che per i piccoli percorsi è il mezzo più veloce.

 

TEMPO LIBERO

*       Circoli ricreativi per anziani.

*       Campi multifunzionali di quartiere.

*       Fontane di quartiere come punto di aggregazione.

*       Scuola della terza età.

*       + panchine in Città.

 

CULTURA

*       METRÒLIBRO, sconti ed agevolazioni per chi legge viaggiando in Città.

*       Sala presentazioni “gratuita” per la piccola editoria locale.

*       Potenziamento delle biblioteche e degli spazi per attività musicali e teatrali.

*       Valorizzazione e maggiore apertura delle strutture museali.

 

SCUOLA

*       Lotta alla dispersione scolastica.

*       Recupero e modernizzazione degli edifici scolastici.

*       Incentivazione e adeguamento degli impianti sportivi con particolare attenzione allo sviluppo delle discipline “minori”.

 

LINK

www.sindacorlando.it

www.addiopizzo.org

www.italiadeivalori.it


 

postato da: carcarazzo | 18:00 | commenti (4)

giovedì, 12 aprile 2007

L'ANTIMAFIA DI CUFFARO & NICOLOSI

Corleone - Ci sono gli studenti con le magliette bianche e i cappellini dello stesso colore che inneggiano alla legalita', c'e' il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro con sette assessori regionali al seguito, ma anche il sindaco di Corleone (Palermo), Nicolo' Nicolosi e tanti, tantissimi giornalisti provenienti pure dall'estero. Ma per celebrare il primo anniversario della cattura del capo mafia Bernardo Provenzano è assente la cittadinanza di Corleone.

Gli abitanti del paese che ha dato i natali al boss dei boss di Cosa nostra hanno deciso di snobbare la manifestazione 'Voglia di liberta'' organizzata dal Comune, in occasione del primo anniversario della cattura avvenuto l'11 aprile 2006 in un casolare di Contrada Montagna dei Cavalli a pochi chilometri da Corleone.

Così, all'intitolazione della strada 'Via 11 Aprile 2006 - Arresto di Bernardo Provenzano, mafioso', in Contrada Montagna dei Cavalli, lungo la strada che porta alla masseria dove fu arrestato il boss, si ritrovano soltanto poche decine di studenti, autorita' politiche, forze dell'ordine e i giornalisti e i fotografi che immortalano l'evento. Ma della gente comune nessuna traccia. Sono pochissimi gli abitanti di Corleone che si presentano nei pressi del casolare per festeggiare il primo anniversario dalla cattura.

Adn Kronos

postato da: carcarazzo | 10:49 | commenti

sabato, 07 aprile 2007

PELLEGRINO Sì, CUFFARO NO?

«Parlo chiaro con le imprese io, e gli dico: "Picciotti, dovete uscire un milione per Bartolo, un milione per Peppe, un milione per Ciccio"». È tutto in queste parole, intercettate dagli investigatori della squadra mobile, il sistema che a Trapani governa la politica, l´imprenditoria, l´amministrazione pubblica, la mafia. Senza distinzioni di schieramento: uomini di centrodestra assieme a uomini di centrosinistra in uno scambio di voti e affari con i boss di Cosa nostra, e come intermediaria una classe di imprenditori al servizio degli uni e degli altri.

Proprio uno di loro, Antonino Birrittella, titolare di un´impresa edile ed ex presidente della squadra di calcio, ha consentito agli uomini della Mobile di Trapani di scoperchiare un altro dei calderoni all´interno del quale mafiosi e politici andavano a braccetto e facevano affari, con un protagonista eccellente: Bartolo Pellegrino, leader di Nuova Sicilia, ex vice presidente della Regione ed ex assessore regionale al Territorio e ambiente. Una carica della quale - ha scritto il gip Antonella Consiglio che lo ha spedito agli arresti domiciliari per concorso in corruzione - «faceva mercimonio». In contatto diretto con il capo mandamento di Trapani, Francesco Pace, con il quale - scrivono i giudici - «si era completamente messo a disposizione rendendosi disponibile a utilizzare e porre a disposizione della cosca mafiosa non solo i suoi poteri connessi alla carica di assessore regionale e di deputato regionale, ma anche la propria influenza istituzionale di leader di una formazione politica ben rappresentata in tutte le amministrazioni locali».

«All´interno del tessuto economico-politico di Trapani - dice il capo della squadra mobile, Giuseppe Linares - ci sono vere e proprie cellule di Cosa nostra che consentono all´organizzazione mafiosa di controllare radicalmente il settore degli appalti e di condizionare la pubblica amministrazione». Cellule come quella della quale facevano parte i sei arrestati dell´inchiesta condotta dai sostituti procuratori Gaetano Paci e Andrea Tarondo, coordinati dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo Roberto Scarpinato: oltre al leader di Nuova Sicilia, il capomafia di Trapani Francesco Pace, già in carcere, tre imprenditori, Vincenzo Mannina, Michele Martines e Mario Sucamele, e l´ex direttore dell´Agenzia del demanio di Trapani Francesco Nasca.

Per la "cellula" di Cosa nostra, il piano regolatore della città era solo un dettaglio. C´era una speculazione edilizia in vista a Villa Rosina, in un´area destinata a verde agricolo? Nessun problema. Gli imprenditori di Cosa nostra avevano l´asso nella manica: «Ma qua tante cose possiamo fare... abbiamo Bartolo che è là a Territorio e ambiente», diceva Nino Birrittella intercettato nella sua autovettura. Un fiume di parole davanti alle quali, una volta arrestato nel dicembre 2005, l´ex presidente del Trapani calcio ha deciso subito di collaborare spiegando per filo e per segno il "sistema" e incastrando Pellegrino. Cinquanta milioni di lire per ogni appartamento realizzato nella speculazione edilizia: questo il "prezzo" dell´allora assessore Pellegrino che - secondo gli inquirenti - da quest´operazione avrebbe finito con l´incassare trecentomila euro. «Bartolo ci darebbe una mano e poi vediamo... tre, quattro imprese... persone serie e giuste... facciamo questa srl che si compra questo terreno».

La voce di Pellegrino viene intercettata invece negli uffici di un altro imprenditore in odor di mafia, Tommaso Coppola, anche lui arrestato con Birrittella nel dicembre 2005. Si parla dell´appalto della funivia Trapani-Erice e del candidato alla carica di sindaco di Valderice nelle elezioni del 2003. La scelta cade su Mario Sugameli: Bartolo Pellegrino ne caldeggia la candidatura con gli alleati di Forza Italia. «Me ne occupo io di questa vicenda - assicura Pellegrino - parlo con Ciccio Canino per dirgli... che dobbiamo fare? Glieli dobbiamo regalare sempre alla sinistra lì oppure dobbiamo fare una cosa».

Filmato a pranzo a Erice con esponenti mafiosi, i cui parenti avevano già trovato posto nelle liste di Nuova Sicilia nelle passate amministrative a Trapani, Pellegrino sembrava scegliere i suoi segretari solo tra le file di Cosa nostra: prima Francesco Orlando, poi Girolamo Coppola, tutti finiti in carcere. E il nome dell´ex deputato veniva fuori nell´intercettazione di un colloquio tra Coppola e il fratello, nel carcere di Trapani: «Come te la passi, segretario appresso a Pellegrino?». «Di lusso, ora andiamo a Roma, marito e moglie, stanno aprendo degli uffici regionali a Roma».

da la Repubblica di Alessandra Ziniti

postato da: carcarazzo | 21:56 | commenti (1)